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02
Feb

Il Gelsemium Sempervirens è un prodotto estratto dal gelsomino giallo o della Virginia, pianta rampicante della famiglia delle Loganiacee, la stessa della Nux Vomica e dell’Ignatia e come queste altamente velenosa.
Originaria degli Stati Uniti, di essa si utilizzano le radici fresche e la corteccia dei rizomi. In dosi non omeopatiche provoca disturbi muscolari che possono condurre alla paralisi, difficoltà respiratorie, panico, affaticamento e, in dosi elevate, anche morte.
Il Gelsemium è il rimedio caratteristico della paura e del panico.
Il “tipo” Gelsenium è infatti in genere apprensivo, timido, emotivo ed insicuro, spesso incapace psicologicamente di affrontare eventi anche poco significativi. Qualsiasi avvenimento gli provoca tremori, lo “blocca” nel vero senso della parola e gli impedisce di pensare o di parlare. Il suo più grande incubo è quello di dover parlare davanti ad un pubblico. Può anche aver paura di prendere un aereo o, più semplicemente, un ascensore.
Non ama mostrare le proprie emozioni o essere al centro di attenzioni da parte degli altri, teme che gli venga richiesto un parere su qualsiasi cosa, per cui desidera stare da solo ed essere lasciato in pace.
L’ansia anticipatoria gli produce angoscia, insonnia, coliche e diarrea emotiva per cui tende a sviluppare complesse strategie di “evitamento” delle situazioni “rischiose” che ovviamente lo limitano fortemente a livello relazionale, esistenziale e sociale. Soprattutto in campo lavorativo, pur se in possesso di capacità, rimane spesso “al palo” a cause delle fobie che lo limitano.
Avverte un generico senso di apatia e lamenta di frequente debolezza agli arti (gli cadono gli oggetti dalle mani) o incoordinazione motoria. Ha spesso paura di cadere.
Predilige il silenzio e la penombra.
Ha generalmente poca sete anche se le sue labbra sono spesso secche e tendono a spaccarsi.
Da bambino tende a stare aggrappato ai genitori in presenza di altra gente, da adulto sviluppa una personalità “dipendente” e sottomessa e un complessivo senso di inadeguatezza.
Spesso sono proprio i genitori (o comunque un’ altra figura significativa) che anche da adulto continuano a “mediare” per lui nelle situazioni “difficili”.
A livello terapeutico il Gelsemium cura, secondo la classica legge omeopatica dei “simili“, gli stessi sintomi che provoca l’assunzione massiva della pianta:
– febbre ad insorgenza progressiva con brividi causata in genere da esposizione al freddo, con dolori muscolari, assenza di sete, sudorazione abbondante, sensazione di prostrazione accompagnata da tremori
– cefalea occipito-frontale con irradiazioni dei muscoli del collo e delle spalle e dolore ai bulbi oculari con disturbi visivi
– ansia paralizzante di anticipazione (il medicinale è particolarmente consigliato prima di affrontare un esame o una prova importante)
– diarrea di origine emotiva
– incoordinazione motoria
– perdita di memoria
– tremori (dal semplice tremore emozionale al grande tremore del parkinson)
– eruzioni cutanee
– insicurezza.
Tutti i sintomi Gelsemium peggiorano con il caldo, con le forti emozioni, le cattive notizie e al mattino, migliorano con l’emissione abbondante di urina, con la sudorazione e con il movimento.
Per approfondimenti sull’omeopatia in generale, le diluizioni e le modalità di utilizzo del prodotto clicca qui.

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02
Feb

Il Mercurius solubilis, oltre che a livello terapeutico, ha nell’ambito dell’omeopatia un’importanza per così dire “storica”: sembra infatti che Hahnemann, fondatore di questa scuola, abbia iniziato le sue riflessioni sulle potenzialità curative delle dosi infinitesimali proprio dal mercurio, a suoi tempi utilizzato a dosi massicce per la cura della sifilide, causando ovviamente nei pazienti effetti tossici e lesioni e ulcere gravissime (il mercurio come è noto è un veleno).

Fu proprio dall’osservazione di queste pratiche terapeutiche che il medico tedesco cominciò ad elaborare la teoria secondo la quale diluendo la dose fino a renderla innocua per l’organismo non si riduce la sua efficacia terapeutica ma la si potenzia.

Il tipo “mercuriale” è un soggetto estremamente sensibile al freddo e al caldo che aggravano tutti i suoi sintomi; può presentare disturbi del linguaggio, come la balbuzie o la eccessiva velocità nel parlare (ci sono molti aspetti del carattere del tipo “mercurius solubilis” improntati a questi tratti bipolari); le sue secrezioni (feci, sudore, ecc,), quando si trova in cattiva salute, tendono ad emanare un forte odore fetido; può avere forti tremori alle mani.
A livello terapeutico il mercurius solubilis si utilizza soprattutto nei processi infiammatori a carico della cavità orale, spesso associati a presenza di febbre e di pus.

Si usa quindi per gli ascessi dentari, le gengiviti, le afte, le otiti e le faringotonsilliti, ecc. E’ indicato anche per la cura di fondo dell’herpes.

Spesso è possibile osservare associata a questi processi infiammatori la presenza di una lingua ricoperta da una spessa patina giallastra e di salivazione e sudorazione abbondanti e maleodoranti.

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