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02
Feb

Il Carbo Vegetabilis è il carbone vegetale, prodotto ottenuto dalla essiccazione e dalla combustione della betulla.
Sono piuttosto note, per le sue proprietà assorbenti, le sue indicazioni terapeutiche in fitoterapia e nella medicina tradizionale (a dosaggi ovviamente non omeopatici), particolarmente per quanto riguarda disturbi quali aerofagia, coliti, fermentazioni intestinali, pirosi e gastriti. Molto importante è anche la sua funzione antitossica in quanto aiuta ad ostacolare l’assorbimento delle sostanze nocive da parte dello stomaco e dell’intestino, per quanto riguarda l’assunzione di farmaci, di metalli e di alcune sostanze comunque velenose.
In omeopatia il “tipo” Carbo vegetabilis è un soggetto lamentoso, lento e poco energico (ha spesso la sensazione di “svenire”). A livello morfologico ha spesso i capelli di colore scuro ed il viso arrossato. Ha la sensazione che gli “manchi l’aria”, respira a fatica e in maniera accelerata soprattutto in posizione supina e sente il bisogno di ventilazione.
Soffre di frequente di disturbi gastrici cronici.

A livello mentale è soggetto a paure, ansie e fissazioni, fa spesso brutti sogni, ha difficoltà a concentrarsi.
A livello terapeutico il Carbo vegetabilis agisce in modo particolare sull’apparato respiratorio, su quello digerente e su quello venoso.
In particolare è utilizzato per:
– laringite con raucedine e tosse spasmodica e pruriginosa che si manifesta specialmente quando si passa da un luogo caldo ad uno freddo ed alla sera o di notte
– disturbi gastrici con flatulenza, bruciori localizzati sopra l’ombelico (per quelli sottoombelicali il rimedio elettivo è Lycopodium), rigurgiti e sensazione di gonfiore addominale
– vene varicose ed altre problematiche circolatorie quali ristagni, ulcere sanguinolenti, emorragie postpartum, flusso abbondante, arti freddi
– cefalea postpandriale con senso di pesantezza e pressione specie sugli occhi ed in zona occipitale
– stati di debilitazione nelle persone anziane o dopo una lunga malattia.
Tutti i sintomi Carbo Vegetabilis peggiorano stando coricati, assumendo alcolici e cibi grassi o troppo abbondanti, di sera, con il calore e con il clima caldo umido; migliorano eruttando e con l’aria fresca e ventilata.
Per approfondimenti sull’omeopatia in generale, le diluizioni e le modalità di utilizzo del prodotto clicca qui.

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02
Feb

L’Ipeca è un rimedio estratto dalle radici di un arbusto brasiliano della famiglia delle Rubiacee, l’ipecacuanha del Mato Grosso o più semplicemente l’ipeca.
E’ una pianta caratterizzata da un odore vomitevole e dal sapore estremamente amaro. Contiene numerose sostanze alcaloidi.
Questa pianta è nota anche in fitoterapia per le sue proprietà antidiarroiche, antivomito ed espettoranti.
E’ inoltre utilizzato come ipnotico, cardiotonico, antireumatico e per stimolare la diuresi.
Il “tipo” Ipeca è caratterizzato da un colorito pallido e da una costituzione debole.
A livello mentale è un soggetto capriccioso, ansioso, imbronciato e insoddisfatto (di che cosa non lo sa neanche lui), il disprezzo e la nausea per tutto e per tutti sono la sua dimensione esistenziale.
E’ un soggetto “chiuso” e assolutamente poco socievole; detesta il frastuono ed è ipersensibile ai rumori.
Da bambino strepita e fa il “il diavolo a quattro” per ottenere ciò che vuole.
In omeopatia l’Ipeca è il rimedio principe per curare soprattutto episodi di nausea e vomito (che sono i sintomi più caratteristici e sempre presenti) e patologie dell’apparato respiratorio.Le sue indicazioni terapeutiche perciò riguardano:
– indigestioni con nausea e forti dolori addominali. La lingua è pulita (in caso contrario l’indicazione è Nux Vomica), non c’è sete e la nausea persiste anche dopo il vomito. Possono essere presenti cefalea, tosse e diarrea
– nausea nella gravidanza con ipersalivazione
– influenza intestinale
– bronchite caratterizzata da tosse spasmodica (tanto da essere spesso scambiata con la pertosse) spesso associata a nausea e vomito. Può essere presente repulsione per il cibo
– emorragie di sangue rosso vivo, soprattutto dal naso, con la concomitanza di nausea e vomito
– riniti con frequenti starnuti.

Tutti i sintomi “Ipeca” peggiorano con il freddo, all’aria aperta, con il caldo e il vento umido e con il movimento.

Per approfondimenti sull’omeopatia in generale, le diluizioni e le modalità di utilizzo del prodotto clicca qui.

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