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02
Feb

L’Arsenicum Album è l’anidride arseniosa, più comunemente nota con il nome del metalloide da cui è composta, l’ Arsenico.
Questa sostanza, estremamente velenosa, ha da tempo, a livello popolare, una sinistra e meritata fama per aver prima caratterizzato tutti gli intrighi rinascimentali di corte e per aver poi ispirato molta parte della letteratura gialla e poliziesca dell’ottocento e della prima parte del novecento: chi non ricorda, ad esempio “Arsenico e vecchi merletti”, una commedia teatrale e poi un celebre film di Capra, in cui due simpatiche vecchiette collezionano un cadavere dietro l’altro offrendo vino di sambuco corretto all’…arsenico?
Malgrado, quindi, quasi tutte le sostanze utilizzate nei rimedi omeopatici fin ora da me recensiti non siano, a livello di velenosità, da meno all’arsenico, mi rendo conto che parlare di una sostanza pericolosa così popolare per scopi terapeutici possa legittimamente procurare un qualche allarme fra chi mi legge.
Comincio intanto con il dire che l’utilizzazione di sostanze venefiche a scopo terapeutico è una tradizione che appartiene di diritto anche alla medicina allopatica: chi, sempre restando in ambito letterario, ha letto qualche romanzo di Agatha Christie sa bene che spesso molto omicidi sui quali Poirot o miss Murple devono indagare hanno per “arma del delitto” la famigerata digitale, un farmaco spesso essenziale in caso di gravi insufficienze cardiache.
Mi sembra però opportuno, per rassicurare sulla non pericolosità di questo prodotto, anche rimandare alla lettura del mio post sulle diluizioni omeopatiche.

I tratti salienti dell tipo Arsenicum Album sono soprattutto:
– inquietudine, ansia ed agitazione, che traspaiono spesso dalla parlata rapida, dall’espressione preoccupata e tesa di chi dà l’impressione essere sempre a disagio e sotto pressione, dai movimenti rapidi e continui che alla lunga prostano e fiaccano al di là della effettiva fatica, dai sonni agitati e dai bruschi risvegli notturni che spesso non favoriscono il riaddomentarsi;
– angoscia frequente per la propria salute, tanto che al primo malanno è portato subito a credere di essere affetto da un male incurabile al quale, anche se ansioso, agitato o depresso, generalmente “si rassegna”;
– paura di rimanere solo, che si manifesta spesso in un bisogno costante di compagnia ed in una grande apprensione per i membri della famiglia, che gli forniscono il supporto di cui ha bisogno.

Pignolo e perfezionista, sin da bambino è abbastanza ossessionato dalla necessità di ordine, pulizia e precisione; invecchiando diventerà sempre più ansioso, scontroso, critico, avaro, insicuro e diffidente.
Non sopporta il freddo e teme il buio.
E’ noto che la somministrazione di Arsenico ad un individuo provoca, prima dello shock mortale, lancinanti dolori gastrici, crampi, disidratazione, diarrea e vomito, vescicole cutanee, mal di testa ed estrema debolezza.

In base alla legge omeopatica dei “simili”, questo rimedio è quindi particolarmente indicato per gli stessi sintomi.
L’Arsenicum album è il rimedio omeopatico principe per tutte le forme di intossicazioni, sia di tipo alimentare che derivato da altre sostanze.
A livello digestivo è indicato per gastroenteriti acute, con feci irritanti, nere, maleodoranti e in scarsa quantità; gastriti, accompagnate ad una sete intensa d’acqua fredda, la quale però finisce spesso con l’essere vomitata.
A livello Orl e respiratorio per otalgie, con o senza febbre, raffreddori e crisi d’asma, specie notturne.
A livello neurologico per nevralgie che creano sensibilità al cuoio capelluto.
A livello psichico per ansietà, stati ansioso-depressivi e disturbi di panico.
A livello cutaneo per infezioni acute locali: foruncoli, punture di insetti, orticaria, herpes, eczema, psoriasi. Le eruzioni sono secche e squamose, accompagnate da prurito e sanguinamento.
A livello urogenitale, per cistiti acute con febbre, sete intensa, dolori durante la minzione e freddolosità,
L’Arsenicum album, inoltre, è indicato per stati di astenia, spossatezza e prostazione a seguito o meno di una fatica prolungata e per stati di insonnia occasionale o persistente.
Tutti i sintomi tendono a peggiorare con il freddo e nelle ore noturne, migliorano invece con il caldo in tutte le sue forme (applicazioni, ambienti, bevande, cibi).
Per approfondimenti sull’omeopatia in generale, le diluizioni e le modalità di utilizzo del prodotto clicca qui.

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02
Feb

L’Allium Cepa è la comunissima cipolla.
Conosciuta e coltivata già 4-5000 anni fa in molte aree del bacino mediterraneo, la cipolla, un bulbo di una pianta erbacea della famiglia delle Liliacee, è in realtà un ortaggio piuttosto interessante anche aldilà del suo impiego in omeopatia.
Sia nel suo normale impiego alimentare, sia sotto forma di decotti e infusi o anche utilizzato per uso “esterno”, le sono infatti da sempre riconosciute numerose e sorprendenti proprietà di tipo terapeutico: come diuretico, ipoglicemizzante e disinfettante intestinale costituisce un valido aiuto per abbassare la pressione sanguigna, regolare l’intestino, combattere affezioni alle vie urinarie e renali e far diminuire il tasso di glucosio, di colesterolo e trigliceridi nel sangue; come espettorante e battericida contribuisce a combattere la tosse; sotto forma di decotto viene usato come rimedio contro i reumatismi e i dolori articolari; strofinato sulla pelle esercita un’azione lenitiviva contro il prurito provocato da punture di insetti; come “cataplasma” si applica su ascessi e geloni; come ingrediente di creme viene utilizzato per facilitare la cicatrizzazione delle ferite e ridurne le smagliature. Viene indicata anche come supporto alla prevenzione dell’osteoporosi durante la menopausa.
La “medicina popolare” ne fa uso anche in cosmetica: il cataplasma di cipolle può essere utilizzato per massaggiare pelli secche e rovinate, mentre il succo per frizionare il cuoio capelluto allo scopo di stimolare il bulbo pilifero e ritardare la caduta dei capelli.
Ricca inoltre di vitamina C, sostanze solforate e numerosi flavonoidi, secondo alcuni la cipolla può infine avere anche importanti effetti anticancerogeni.
Ha anche però alcune controindicazioni: al di là, infatti, dei “fastidi colletarali” relativi all’alito non proprio piacevole che lascia e al sapore che non tutti apprezzano, è sconsigliato un uso alimentare eccessivo della cipolla, specialmente cruda, a chi ha difficoltà digestive o ha la tendenza ad emorragie.
In omeopatia l’utilizzo della cipolla rappresenta, a mio avviso, uno degli esempi più significativi dei principi basilari su cui poggia questa medicina e di come essa si differenzi nettamente dai principi della medicina tradizionale.
Come ho già detto in altri post, l’omeopatia (hòmoios, simile), a differenza della allopatia (àllos, contrario), non si basa su un principio di “soppressione” del sintomo, sia esso dolore, febbre o altro; non interviene localmente ma mira a guarire l’individuo nella sua completezza: se la malattia, infatti, è il manifestarsi di uno squilibrio che riguarda l’organismo nel suo complesso, la cura non può essere parziale o locale ma deve riguardare il “tutto”.
L’omeopatia persegue questo obiettivo cercando di stimolare e sollecitare l’organismo stesso a “guarire” e lo fa ispirandosi a due principi basilari: la “legge del simile” e la dose infinitesimale.
“Ogni sostanza capace a dosi ponderali di provocare dei sintomi in un soggetto sano, può, a dosi deboli, guarire quegli stessi sintomi in un soggetto malato”.
Tornando quindi all’allium cepa, come è noto la cipolla, per i suoi composti solforati sprigionati per via aerea in modo particolare quando viene affettata, provoca abbondante lacrimazione e secrezione nasale.
Questo rimedio costituisce quindi il trattamento principe di tutti i disturbi che presentano gli stessi sintomi: raffreddori, congiuntiviti allergiche, riniti allergiche, croniche o recidivanti. In particolare, è indicato in presenza di abbondanti secrezioni nasali acquose e irritanti per le narici ed il labbro superiore, lacrimazione, occhi arrossati e salve di starnuti. Può esserci tosse stizzosa e mal di testa. I sintomi migliorano all’aria aperta e peggiorano stando in ambienti molto caldi.
L’Allium cepa, come tutti gli altri prodotti omeopatici, è disponibile in diverse diluizioni.
La frequenza di assunzione del dosaggio di 3 granuli in fasi acute può essere anche ogni 30-60 minuti, riducendo poi l’ assunzione a 2-3 volte al giorno in relazione al beneficio ottenuto.
Nel caso di forme croniche o recidivanti la durata del trattamento può essere anche piuttosto lunga.
Per approfondimenti sull’omeopatia in generale, le diluizioni e le modalità di utilizzo del prodotto clicca qui.

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