Crea sito
02
Feb

Il Lachesis Mutus è un rimedio estratto dal potente veleno di un serpente, il Lachesis Mutus appunto (o Trigonocephalus o Surrucucu).

Nella mitologia classica Lachesi è una delle tre Parche, figlie della notte, che dispensa i destini e ne stabilisce la durata.
Il Lachesis è un crotalo che supera normalmente la lunghezza di due metri, dal dorso giallo o rosato e che vive lungo i grandi corsi d’acqua delle foreste dell’America meridionale. Vive piuttosto solitario ed appartato ma è solito attaccare la sua vittima senza essere a sua volta attaccato.

Il Lachesis non è un prodotto della farmacopea classica di Hahnemann, in quanto la sua scoperta si deve ad un omeopata tedesco-americano, Costantino Hering, che nel 1928, per il solo fatto di aver spremuto dalle ghiandole di un esemplare di serpente Lachesis tramortito il suo micidiale veleno, rimase gravemente intossicato tanto da rischiare seriamente di morire.
Il “tipo” Lachesis è un soggetto generalmente in sovrappeso e con il volto, specie agli zigomi e al naso, dal colorito violaceo.

Una sua importante caratteristica è quella di possedere una pelle estremamente sensibile tanto che anche un banalissimo trauma gli provoca immediatamente un’ematoma. Questa estrema sensibilità della pelle si manifesta in modo particolare nella regione del collo (ma spesso anche in quella addominale): indossare sciarpe, maglioni a collo alto, cravatte o camicie abbottonate per il “tipo” Lachesis è un’impresa davvero insopportabile (si narra che Hering, dopo i suoi esperimenti con il veleno del crotalo, non potè più indossare i colletti inamidati che erano di moda a suoi tempi).

Dal punto di vista umorale è un ciclotimico: al mattino in genere si presenta depresso, ansioso e astenico, nel tardo pomeriggio e alla sera, al contrario, diventa attivo e si mostra spesso eccitato e pieno di energia. Anche sul piano caratteriale e temperamentale riscontriamo la stessa bipolarità: di indole sostanzialmente schiva (in genere perché molto diffidente), reagisce con estrema aggressività a qualsiasi stimolo negativo. Altra caratteristica fondamentale del Lachesis è la loquacità: parla in maniera a volte ininterrotta, passando da un argomento all’altro senza apparente logicità, non dando modo al proprio interlocutore di intervenire e non ascoltando le sue risposte.

E’ spesso maldicente e pettegolo, in genere perchè ritiene di essere sempre al centro delle maldicenze degli altri; è suscettibile, sospettoso, invidioso, intrigante, irritabile e vendicativo; non vuole essere contraddetto, ma ama sommamente contraddire gli altri; possiede la classica “memoria dell’elefante”: ricorda tutto nei minimi particolari, anche a distanza di molto tempo, e utilizza sempre questa sua capacità per rinfacciare agli altri quelli che a suo dire sono i loro errori o i torti che gli hanno fatto. In alcuni casi presenta una vera e propria mania di persecuzione (“tutti mi evitano, tutti parlano male di me”), che denota in fondo un profondo senso di insicurezza e di inferiorità nei confronti degli altri.

Altra caratteristica del “Lachesis” è quella di avere la testa accaldata e gli arti freddi: per questo motivo sente spesso freddo ma, allo stesso tempo, non sopporta il caldo specie se proviene da una fonte diretta.

Può essere un forte bevitore di caffè o di bevande alcoliche.

Come il “tipo” Pulsatilla, il Lachesis è spesso associato al genere femminile, soprattutto nella fase del climaterio e della menopausa.

A livello terapeutico il Lachesis si segnala principalmente per i seguenti disturbi:

– sindromi premestruali

– vampate di calore, cefalea, ipertensione arteriosa, sbalzi di umore e altre manifestazioni psichiche (gelosia, depressione, paure) riferibili alla diminuzione del flusso mestruale del climaterio ed alla menopausa

– faringiti e tonsilliti che iniziano a sinistra e poi interessano anche la parte destra della gola, con colorazione purpurea della gola e dolore a seguito di deglutizione di liquidi caldi

– sinusite

– abuso di sostanze alcoliche con disturbi del carattere, del sonno e della digestione (il Lachesis viene considerato un inibitore degli effetti dell’alcool)

– vene varicose

– epistassi, ecchimosi e ematomi ad insorgenza spontanea

– insonnia con risvegli bruschi e vampate di calore

– nausee

– cefalea con senso di vertigini

– dolori addominali e disturbi gastrointestinali.
Tutti i sintomi Lachesis, che hanno almeno inizialmente una lateralità sinistra, peggiorano con la diminuzione o la scomparsa dei flussi fisiologici o patologici (mestruo, sudorazione, rinorrea), con il contatto cutaneo, con il caldo e al risveglio mentre migliorano all’aria aperta, con la ricomparsa dei flussi e con un clima temperato.

Per approfondimenti sull’omeopatia in generale, le diluizioni e le modalità di utilizzo del prodotto clicca qui.

Commenti disabilitati su Lachesis Mutus
02
Feb

Il Lycopodium Clavatum, detto comunemente anche “Piede di lupo”, è una pianta non florifera della famiglia delle Lycopodiacee.

E’ formata da un fusto che si estende prevalentemente in senso orizzontale con numerosi ciuffi di foglie sottili; su ogni ciuffo spuntano due o tre sporangi di colore giallino, delle specie di “spighe” contenenti le spore attraverso le quali avviene la riproduzione dei licopodi.

Cresce spontaneamente in luoghi freschi, sia nelle radure boscose che nei pascoli delle Alpi e degli Appennini fin oltre i 2000 metri.

Del licopodio si utilizzano le spore raccolte (e poi essiccate) in estate, quando lo sporangio raggiunge la piena maturazione. La polvere delle spore di licopodio, detta anche “farina delle streghe” per il largo uso che di essa si è sempre fatto, sin dall’antichità, nella medicinale popolare, viene comunemente utilizzata per la sua efficacia lenitiva e calmante, a mo’ di talco, nelle dermatiti e nelle irritazioni cutanee in generale; come base per decotti, veniva invece utilizzata per disturbi gastrici, per favorire la diuresi e come blando lassativo.
In omeopatia il Lycopodium Clavatum è un rimedio largamente utilizzato.

Il “tipo” Lycopodium è un brevilineo decisamente poco propenso all’attività fisica. Si presenta infatti gracile e con una muscolatura poco sviluppata: il torace è stretto, le gambe sono esili, il passo è esitante e lento, le spalle sono curve. Al contrario, a volte può avere l’addome piuttosto sviluppato.

L’aspetto generale dà l’idea di un uomo invecchiato precocemente: colorito pallido tendente al giallastro, viso rugoso anche in giovane età. Mostra sin da bambino più anni di quelli che in realtà ha e ciò lo porta spesso a frequentare ragazzi più grandi.

Intellettualmente, invece, denota una intelligenza brillante ed è dotato di una logica stringente: lo sguardo vivo e brillante è spesso infatti il suo aspetto più caratteristico, a volte in contrasto con la sua espressione stanca e melanconica.

Dal punto di vista caratteriale è un autoritario, un arrogante ed un vendicativo con il quale è spesso difficile trattare: irascibile e permaloso, pur se difficilmente ha vere esplosioni di collera che riesce a reprimere per il suo elevato autocontrollo, non ama assolutamente essere contraddetto e detesta tutto ciò che turba la sua routine. Ama poco la compagnia se non molto discreta, gli interessa poco l’affetto da parte degli altri ma è gratificato dal loro apprezzamento.

A volte però, dietro questa maschera di persona inflessibile e dura, può nascondere una certa ansia ed una profonda insicurezza, specie per le cose nuove, che col tempo lo possono condurre ad una crisi di sfiducia in se stesso e a diventare sempre più chiuso e melanconico.

Dal punto di vista terapeutico il Lycopodium Clavatum è un codiddetto policresto, ossia un rimedio utilizzabile in varie patologie e in tutti gli apparati.

Per evitare un lungo e noioso elenco di tutte le applicazioni di questo prodotto, mi limiterò a segnalare quelle più significative e caratteristiche.

In generale è indicato per molti disturbi caratterizzati da lenta evoluzione e da lateralità destra dei sintomi:

– disturbi digestivi dovuti ad alterazioni del funzionamento epato-biliare, con pesantezza di stomaco e gonfiore postprandiale a livello del basso ventre che spesso provocano flatulenza che alleggeriscono la sensazione di tensione addominale

– cefalea di origine digestiva

– stipsi cronica con tendenza alle emorroidi

– tonsilliti

– litiasi biliare e renale con algia

– colon irritabile

– manifestazioni cutanee croniche o recidivanti (in particolare psoriasi, verruche o altre manifestazioni di origine allergica)

– ansia d’anticipazione, spesso mascherata da atteggiamenti di durezza, depressione nervosa

– acetone

– gotta

– otite

– disturbi urogenitali (enuresi notturna, ipertrofia prostatica, infezioni a livello urinario, amenorrea, ritenzione)

– ipertensione arteriosa.
Tutti i sintomi tendono a migliorare con il movimento, che peraltro il sedentario Lycopodium spesso aborrisce, e con l’assunzione di bevande calde; peggiorano con l’assunzione di bevande fredde, dopo pasti troppo abbondanti, specie se seguiti da un breve sonno, e a metà pomeriggio (in genere fra le 16 e le 20, nelle ore della cosiddetta “digestione epatica”).

Per approfondimenti sull’omeopatia in generale, le diluizioni e le modalità di utilizzo del prodotto clicca qui.

Commenti disabilitati su Lycopodium Clavatum